lunedì 19 settembre 2016

Le ricette del lunedì: gnocchi di semola al prosciutto

Su richiesta della mia cara amica Dalia, ecco la ricetta degli gnocchi di semola che ho pubblicato (e preparato) sabato sul mio profilo instagram .
Gli gnocchi di semola sono un piatto versatile che può declinarsi in una marea di variazioni.
A me piacciono molto semplici, accompagnati da una salsa di pomodoro e basilico, oppure con i funghi.
Elena adora invece questa versione con il prosciutto cotto.
In genere preparo l'impasto al mattino presto e poi li cucino poco prima di pranzo.



Ingredienti:

500 ml di latte
70g di burro + un po' per ungere la teglia
125g di semolino
2 cucchiai di parmigiano
1 tuorlo
sale, pepe, noce moscata
circa 3 fette di prosciutto cotto.

Ho portato ad ebollizione il latte con 30g di burro, sale, pepe e noce moscata q.b.
Ho tolto dal fuoco, versato il semolino a pioggia, aiutandomi con una frusta. Ho fatto cuocere il semolino alcuni minuti (più o meno finchè non si stacca dai bordi del pentolino) mescolandolo fino ad ottenere un composto saldo.
Ho lasciato intiepidire e aggiunto nell'ordine il parmigiano, l'uovo e il prosciutto tritato.
Ho amalgamato il tutto e formato un cilindro, aiutandomi con la carta da forno.
Ho lasciato raffreddare.
Alla fine ho tagliato i dischi e li ho posti nella teglia imburrata; ho cosparso di parmigiano e con il restante burro fuso; ho infornato a 200° per una ventina di minuti, ovvero finchè non si forma un po' di crosticina sulla superficie degli gnocchi.
Vanno serviti tiepidi, per la gioia del palato di grandi e piccini (anche Alessandro ha mostrato di apprezzare l'assaggio).

Son giornate dense di cose da fare, di impegni, di scadenze, di un anno nuovo da organizzare.
Il week end è stato troppo breve, ma intenso e semplice.
E tra poco anche questo lunedì sarà archiviato...

Tante cose, ma questo blog sarà sempre una di quelle cose.

Buonanotte e a presto. C.   :)

Foto: Cristina dal profilo instagram mcris9

martedì 19 luglio 2016

In questi mesi di bi-mammitudine ho imparato che...

La vita è un imparare continuo.
La mammitudine è una materia della vita estremamente complessa,  che ti mette costantemente alla prova.
Non sei mai abbastanza preparata.
Non hai mai studiato abbastanza.
Le lezioni sono sempre nuove: a volte entusiasmanti, a volte terribilmente noiose.
Gli esami sono a cadenze regolari e non puoi svicolare.
Non ci sono manuali che tengano, ma ci sono tanti che pensano di sapere
e - sappiatelo voi che leggete - non sanno proprio un bel niente.
Le mamme sono preda di questi presunti tuttologi della mammitudine che regalano perle di fantomatica saggezza, come le noccioline agli scoiattoli.
I social poi, ne sono un vivaio in incremento continuo.
In questi mesi di mammitudine ho imparato a essere completamente sorda ai consigli non richiesti e parzialmente sorda a quelli richiesti, perchè abbiamo l'abitudine insana al chiedere consigli agli altri, per la perenne insicurezza di non essere perfettamente all'altezza.
In questi mesi di mammitudine ho imparato, che sì, sono all'altezza.
Di cosa?
Del meraviglioso, snervante, totalizzante compito di mamma.
Mamma di un'adolescente e mamma di un neonato.
Mamma di due sfide infinite.
Ho imparato a dialogare con l'una e a delegare senza remore con l'altro.
Ho imparato che lei ha ancora bisogno del mio tempo e che lui... pure.
Ho imparato che, no, non posso far tutto.
E' un falso mito, quello della superdonna che coniuga ogni cosa come i verbi latini.
Bisogna rinunciare a tanto, bisogna mettere da parte una fetta di sè, conservarla certo, ma nell'angolino della dispensa, perchè c'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.
E forse per alcune cose il tempo non verrà mai.
Punto.
Ho imparato ad essere indulgente con me stessa, con i miei limiti, con le mie ansie.
Ho imparato che è inutile spiegare ad un bambino piccolo il senso del tempo, perchè lui non lo capisce, lui non conosce il prima, il dopo, un attimo e arrivo, lui ti vuole, vuole il tuo sguardo, i tuoi baci, lui brama le tue carezze e il suono tranquillo della tua voce, li vuole tutti, subito, costantemente e senza rimandi.
Ho imparato che non serve snocciolare la compilation delle ninne nanne, ne basta una ripetuta come un mantra, piano piano - trovare gli ingredienti in rima per migliaia di caffè della Peppina è un esercizio mentale che la settimana enigmistica non è nulla al confronto, sappiatelo.
E che a volte non serve nemmeno quella, bastano gli sguardi e le carezze, perchè lui si abbandoni al sonno.
Ho imparato che metterlo nel lettone per farlo dormire e poi spostarlo nel suo lettino, non è il male, ma un toccasana per la mia schiena, che, sì ho passato i 40 e un bambino di oltre 10 kg per 70 cm, col cavolo che lo cullo più di 5 minuti 5 :D
Ho imparato ad ascoltare il suo pianto e a non averne paura, perchè lui non ha altro modo per chiedere e se non lo si ascolta non gli si può dare.
Ho imparato che si può fare un cesareo ed essere felici della scelta fatta, perchè nessuno dei due ha rischiato la vita, che, per me, il parto naturale della prima è stato un incubo senza fine, altro che gioia di fare la brava mamma (e no, non sono una che non sopporta il dolore, credetemi, ne ho sopportato tanto).
Ho imparato che non sono meno mamma se ho allattato poco, ma anzi, sono una grande, perchè ho allattato il più possibile, nei limiti del possibile e, nel poco, ho fatto meglio della prima volta.
Ho imparato che se una pappina non gli va, perchè fa una smorfia schifata è inutile insistere per la gioia di vedersela tirare in faccia, basta cambiare pappina e lo svezzamento procede sereno, perchè non è un bambolotto, è una persona e quindi chi ha detto che non possa avere i suoi gusti? E se il pesce non gli piace, gli piacerà più avanti o forse non gli piacerà mai, come a suo padre.
Ho anche imparato che le pappine pronte non sono il male, ma la salvezza, vedasi il di sopra concetto che non sempre si riesce a fare tutto.
Le mamme non hanno un capo a cui rispondere, ma hanno il loro senso di colpa.
Ho mandato a fanc.. ehmm.. a Forlì-Cesena il mio senso di colpa.
Ho imparato che non posso aver sempre ragione con la grande, solo perchè sono più grande (anzi ora lei è più alta di me).
Ho imparato a lasciarle spazio, a darle tempo, a non cercare di capire per forza i momenti no, perchè uno può avere una giornata storta e punto.
Poi passa.
Ho imparato a mettermi in discussione, a riflettere di più, a ritornare con la mente a quando avevo 12 anni, a cosa pensavo allora, quando tutto era o bianco o nero, quando l'immane tragedia era sempre dietro l'angolo, foss'anche un semplice antiestetico brufoletto sulla guancia.
A volte sono stanca, così stanca che vorrei davvero avere la possibilità di fuggire, vorrei tornare all'assenza di responsabilità del prima.
Ma poi schiaccio reset sulle nuvolette di paturnia e sorrido a questa vita che nonostante tutto mi sorride.
Chiudo gli occhi, faccio un bel respiro e riparto.
E magari mi prendo un momento di tempo per scrivere, perchè ci vuole anche quello.
Perchè anche un po' di tempo per me è importante, poco ma buono.
Ho imparato a dare il mio tempo, ma anche a riprendermene un po', quando capita, senza un programma fisso, quasi fosse un regalo.
Un bel regalo.
Ho imparato anche questo.
E ne sono orgogliosa.



Buona giornata e alla prossima puntata :)

Foto: Cristina

lunedì 20 giugno 2016

Dal Diario di Lei: su il sipario.

E' arrivato il tanto atteso giorno del saggio.
Quel momento preparato, sognato, atteso,
a volte, quando un passo non riesce,
anche odiato.
Lei lo sa.
Lo sente, lo vive, assieme alla sua prima bimba, ora ragazza.
Lei l'ha seguita e la segue sempre, fin dal primo passo.
Ma da lontano,
proprio come nella vita.
Lei sta al di qua del palcoscenico,
perchè la scena sia tutta sua.
La ricorda piccolina, al primo saggio, vestita da ranocchietta.
La lasciò in teatro, in un caldo pomeriggio senza timore, perchè lì doveva e voleva andare.
Anche oggi te ne sei andata, con la tua borsa piena di sogni.
Brillanti, importanti, tutti tuoi.
Ti sei guadagnata quel palcoscenico con un lavoro duro e costante,
impegnandoti come sai fare,
come vuoi fare.
Le vecchie prime scarpe sono rimaste a casa,
raccontano che sei cresciuta,
che stai crescendo.
Lei lo sa.
Lei, io, sarò là ad applaudire.
E so che mi batterà forte il cuore.
E so che sarò orgogliosa.
E lo dovevo scrivere perchè è una cosa bella,
perchè così anch'io inganno la tensione che non si scioglierà fino a quando non ti vedrò su quel palco, fino a quando non si alzerà il sipario.
A stasera cara la mia ragazza.
A stasera.
Io per ora aspetto qui, a casa, assieme alle tue prime, vecchie scarpe da punta.


To be continued...

Foto: Cristina

lunedì 13 giugno 2016

Le ricette del lunedì: paella di pesce a modo mio

Ok è più di una settimana che ho l'orticaria, ehm...
Non si capisce cosa abbia scatenato questo tormento e spero passi presto, ma proprio presto.
Visto che ho eliminato quasi tutti i cibi che possano essere potenziali scatenanti (cioè tre quarti di quello che mangio), mi accontento di postare uno dei miei sogni proibiti: la paella (logicamente declinata a modo mio).
Amo il pesce, amo le verdure e amo il riso (amerei anche il pollo, ma mio marito non apprezza per cui la faccio solo con il pesce).
E poi, concedetemelo e senza storcere il naso, io la utilizzo anche per riciclare il risotto con lo zafferano, di cui è ghiotta mia figlia.
Insomma la pentolata della foto è nata proprio così, perchè avevo del "riso giallo avanzato" e perchè al supermercato avevo trovato il coriandolo fresco e, al banco del pesce, il mix di pesciolini già curati (che sì, sono mamma di un pupo piccolo, quindi cerco tutte le scorciatoie e non me ne pento).
Quindi ecco il contenuto della su citata padella per 3 persone (consumata ben prima dell'orticaria, quindi spero non sia stata colpa dei crostacei o del pomodoro):

700g di mix di pesce per risotti o pasta allo scoglio (lo potete trovare anche surgelato);
circa 180 g di risotto allo zafferano (questo lo preparo a parte oppure uso quello avanzato, comunque si fa con un cipollotto tagliato fine, il riso e 500 ml di brodo);
uno scalogno
un cucchiaio di curry di madras
alcuni pomodorini ciliegia
circa 3 cucchiai da minestra di pisellini surgelati
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale
pepe bianco
una grattugiata di zenzero fresco
coriandolo fresco tritato (ma va bene anche il prezzemolo)
olio evo

Ho tagliato a fettine sottili lo scalogno e l'ho fatto imbiondire assieme al curry in tre cucchiai di olio evo. Ho aggiunto pomodori e piselli, poi il pesce e ho sfumato con il vino bianco, ho fatto cuocere per circa un quarto d'ora regolando di sale, spolverizzando di pepe e grattugiando lo zenzero (che profumo!!). All'ultimo ho aggiunto il pesce e rigirato un paio di volte per amalgamare il tutto. Ho servito con il coriandolo fresco.


Provatela, è buonissima!!
E se la provate, sappiatemi dire come l'avete trovata.
Buona cena e buona serata.

A presto :)

Foto: Cristina


lunedì 16 maggio 2016

Le ricette del lunedì: torta di ciliegie post gita

La scorsa settimana Elena è stata tre giorni in gita in montagna.
Tre giorni in cui praticamente è sempre piovuto.
Ehm...
Vabbè, ci saranno altre gite e altre gite in montagna baciate da miglior fortuna.
Era la prima volta che stava via tre giorni da sola.
Crescono.
Umpf...
Oppure evviva!.
Le mamme sono sempre decisamente controverse su questo punto.
Comunque quando è arrivata a casa, nell'aria c'era aroma di vaniglia.
Un tè caldo, una fetta di torta con le prime ciliegie della stagione e tante, tantissime chiacchiere.
La torta era questa, facile e veloce, perchè, come sapete, da quando sono bi-mamma i miei tempi si sono ancora di più super-ristretti, non c'è proprio nulla da fare al riguardo...

Ingredienti
un certo numero di ciliegie tagliate a metà per privarle del nocciolo
un rotolo di pasta frolla pronta
250g di ricotta
125g di zucchero
4 uova
50g di frumina
1 bustina di vanillina
scorza di limone
un pizzico di sale
zucchero al velo per guarnire.

Ho snocciolato le ciliegie tagliandole a metà, ho stesso la pasta frolla nello stampo, l'ho bucherellata e ho sparso le ciliegie spolverizzate di zucchero al velo.


Ho mescolato la ricotta con lo zucchero, ho aggiunto la vanillina, la scorza di limone, i tuorli d'uovo uno alla volta e la frumina. Ho montato a neve gli albumi con un pizzico di sale e li ho uniti al composto.
Ho versato il composto sopra le ciliegie, chiuso ai bordi la frolla e infornato a 180° per circa 35-40 minuti.
No, non sono pentita di aver usato la frolla pronta.
Sì, la torta ha avuto vita brevissima.
Quasi non riuscivo a scattare la foto.



La ricetta la dedico in maniera particolare alla mia amica (e mamma pure lei) Daniela :)

Buona settimana a tutti!

Foto: Cristina

mercoledì 11 maggio 2016

Sono giorni che...

Sono giorni che vorrei scrivere, ma non scrivo.
Sono giorni che ho in testa post che non ho ancora scritto.
Ricette fotografate, pensieri immaginati, appuntamenti da segnalare, libri di cui mi piacerebbe parlarvi, ma niente.
Che poi sto anche lavorando alla nuova versione del blog, che se ne sta lì sospesa, tra color che sono semplicemente "non finiti".
Disorganizzata chi? Io?
Ma no, è solo la mammitudine.
E' la mammitudine che ha il sopravvento su tutto il resto.
E amen.
E per mammitudine non intendo solo provvedere ai tanti piccoli bisogni dell'ultimo arrivato, ma provvedere a tutti quelli di casa, dedicare il mio tempo prima a loro e poi al resto, con calma.
In questo periodo ho letto post, ho visto una fiction e un film a tema mamme che cercano di fare tutto.
Anni addietro ero anch'io una di loro e più facevo quadrare gli equilibri, più mi sembrava di non fare abbastanza.
Oggi sono diversa, ho maturato la consapevolezza che forse sarà difficile andare a fare rafting in Canada, un safari in Africa o trovare un lavoro da super mega dirigente o che so, tutte quelle cose che quando sei agli inizi, cioè vuol dire quando sei più giovane, ti sembra di poter fare, lo farai domani, sicuramente lo farai, senza ombra di dubbio.
No, non mi sono trasformata in Nonna Abelarda, magari un po' in Nonna Pina, la mia adorata nonna che saggiamente diceva "c'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo".
Ecco.
Questo per me è il tempo della mammitudine e - sapete una cosa?- mi piace.
Mi piace come un piatto che non avevi mai voluto assaggiare, senza un motivo, non volevi e basta e poi ti capita di assaggiarlo e - incredibile!! - ha un sapore divino.
Tra qualche giorno a Milano si riuniranno tante mamme-blogger, ovvero tante splendide donne e tante splendide mamme, tutte insieme al Mammacheblog organizzato da Jolanda e dal suo team di Fattore Mamma.
Grazie alla rete e a questo evento ho avuto modo di conoscere tante persone speciali e un po' mi dispiace non riuscire ad esserci, ma ci sarò grazie ad internet e ai social che sono strumenti preziosi per chi, come me ora, si affaccia sul mondo, grazie ad un computer.
Ma va bene così.
Sono giorni così.
E sono felice così.
Sto facendo un buon lavoro!
E son soddisfazioni.


Se volete partecipare al Mammacheblog a Milano qui trovate tutte le info, affrettatevi, manca pochissimo: http://mammacheblog.com/eventi/

Qui trovate invece i vecchi post sul tema: http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Mammacheblog

A presto :)

Foto: Cristina


lunedì 2 maggio 2016

Le ricette del lunedì: muffin salati alle zucchine

Non sono sparita, solo un po' presa.
Troppe cose, troppo poco tempo.
Anzi troppo tempo stupendo passato con i miei figli, ecco svelato l'arcano.
Perchè sì, ho deciso di godermeli il più possibile, quello piccolo alle prese con i dentini e quella grande che finalmente ha una camera tutta nuova, il suo mondo di ragazza.
Quella del piccolo invece è ancora work in progress, ma intanto è passato dalla culletta accanto al lettone a quella che sarà la sua camera e al suo lettino.
Un passo alla volta, che, dopo tutto, non ci corre dietro nessuno.
Sto anche lavorando al nuovo blog, ma di questo vi aggiornerò più avanti.
Va a rilento, ma va e quindi alla via così.
Per non lasciarvi troppo tempo senza ricette, vi posto al volo questi muffin salati che sono golosissimi e facilissimi: buoni per la merenda, per un pic nic, per un aperitivo, per un momento di "voglia di salato".
Fate voi ( e se li preparate, fatemi sapere mi raccomando)

Ecco gli ingredienti:

2 o 3 zucchine piccole
4 o 5 fette di spianata piccante
1 spicchio d'aglio
maggiorana
2 uova
200 g di farina autolievitante
80 g di olio di semi di mais
100 g di robiola (ma può andare anche lo yogurt greco, ad esempio)
sale, pepe, olio evo

Ho tagliato le zucchine a pezzettini, le ho rosolate in padella con un cucchiaio d'olio, lo spicchio d'aglio, la maggiorana, poco sale e pepe, all'ultimo ho aggiunto anche la spianata piccante tagliata a striscioline.
Ho mescolato le uova, la robiola, l'olio e la farina.
Ho aggiunto le zucchine con la spianata.
Ho regolato di sale e se l'impasto vi dovesse sembrare troppo saldo, basta un goccino di latte.
Ho riempito 12 stampini da muffin e infornato a 180° per circa 15-20 minuti (la cottura, al solito varia a seconda del forno)

Questo il risultato...


Vi lascio anche un bicchiere di Friulano per l'aperitivo e buona serata!
A presto!!!

Foto: Cristina
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...